Blitz contro i Casalesi a Modena, casinò illegali controllati da detenuti

Posted by admin | Casino | Wednesday 11 March 2009 4:00 am

Le indagini sono partite nel dicembre 2007 e, a mano a mano, hanno consentito di far luce sui nuovi affari su cui i Casalesi avevano messo le mani a Modena. Non solo estorsioni, ma anche gestione di circoli che, grazie ad avanzate tecnologie, si trasformavano in veri e propri casinò. A capo di tutto, alcuni detenuti che riuscivano ad impartire gli ordini dal carcere grazie alla complicità di alcuni agenti di polizia penitenziaria.

L’operazione, denominata ‘Medusa’, è stata condotta dalla polizia di Modena insieme ad operatori del Ministero della Giustizia, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Nucleo Investigativo Centrale e Casa Condariale di Modena. I provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna sono cinque, nei confronti dei componenti dell’organizzazione, tra i quali due agenti in servizio presso il carcere di Modena.

L’indagine, come ha spiegato il dirigente della Mobile di Modena, Amedeo Pazzanese, nasce dal monitoraggio di tutti i detenuti affiliati ai Casalesi in tutte le carceri italiane. Quello che si evince è che il potente clan casertano ha cambiato atteggiamento, preferendo un lavoro ‘silenzioso’, che non causi clamore ma che garantisca buoni introiti, anche grazie all’aiuto della tecnologia. “Nel circolo di Carpi, - spiega Pazzanese, - sono stati ritrovati dei telecomandi che consentivano di modificare lo schermo del computer, dove si stava giocando al poker online illegale, al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine, per convertirlo in un gioco legale”. Ma c’è di più: il sistema prevedeva infatti la ‘trasformazione’ anche in automatico, nel caso in cui il giocatore non avesse premuto alcun tasto per sette secondi consecutivi. Una prima stima degli introiti parla di circa 50mila euro ogni 15 giorni per ogni club adibito a casinò illegale. I due agenti della polizia penitenziaria coinvolti, oltre a trasmettere i messaggi dall’esterno all’interno del carcere e viceversa, riuscivano anche ad aumentare, non registrando quelli in eccesso, il numero di colloqui tra detenuti e parenti.

I due agenti arrestati sono Roberto Micinillo, casertano 45enne, e Nicola Menillo, 37enne napoletano, entrambi con il grado di assistente. Micinillo era anche socio di uno dei due circoli gestiti dai Casalesi. I club sono il ‘Royal’ di Castelfranco Emilia e il ‘Matrix II’ di Carpi, affidati ad una venticinquenne di Bucarest, vicina a Nicola Schiavone, figlio di Francesco ‘Sandokan’, estraneo all’indagine.

I provvedimenti di fermo, che dovranno essere convalidati dal Gip di Modena, sono stati emessi nei confronti di Roberto Micillo, nato a Carinola (Caserta), Nicola Mennillo, nato a Caivano (Napoli), Carlo Di Bona, 48enne di San Cipriano D’Aversa residente a Ravarino (Modena), Epaminonda Noviello, 53enne di Casal Di Principe (Caserta) residente a Castelfranco Emilia (Modena), Ioana Ancuta Garlui, 25enne romena residente a Castelfranco Emilia. Gli indagati sono in totale 5. Oltre ai cinque fermati, ci sono cinque detenuti e altri cinque denunciati in stato di libertà.

 

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http://www.julienews.it/notizia/cronaca/blitz-contro-i-casalesi-a-modena-casino-illegali-controllati-da-detenuti/24567_cronaca_2.html?page=1

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